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Elezioni nuovo consiglio direttivo AGI

Cari Colleghi,

ho il piacere di comunicarVi che, nei giorni scorsi,  si è tenuta la prima riunione del neo eletto Consiglio Esecutivo di Agi Toscana  nel corso della quale sono state attribuite le seguenti cariche per il triennio 2014/2016 :

 

Presidente: Andrea Del Re

Vice Presidenti::  Maria Agostini e  Guido Ferradini

Segretario:  Alessandro Failla

Tesoriera: Debora Ventura

Consiglieri: Mario Andreucci, Riccardo Del Punta, Eugenio Pelosi,  Marina Capponi

 

Il Consiglio Esecutivo ringrazia  tutti i soci toscani che con la loro massiccia partecipazione al voto hanno dimostrato il loro interesse per le vicende associative,  nonché coloro che hanno manifestato, con la propria candidatura, la disponibilità a dare un contributo all’associazione; una disponibilità che il neo eletto Consiglio regionale ha intenzione di valorizzare nel prossimo triennio.  




La necessità di valutare ogni conseguenza in caso di ristrutturazioni aziendali

 Con la sentenza n. 22.625 del 3 ottobre 2013 la Corte di Cassazione ha stabilito un interessante principio: “un'impresa non può licenziare un lavoratore che si rifiuti di svolgere le nuove mansioni attribuitegli quando configurano una dequalificazione; anzi l'azienda è tenuta a risarcire il danno all'immagine professionale subito dal suo dipendente”.

Con la decisione sopra richiamata è così stato respinto il ricorso di una società che in seguito alla modifica del proprio statuto aveva sottratto rilevanti mansioni al Direttore Generale; il quale aveva continuato a svolgere le sue vecchie mansioni rifiutandosi però di svolgere le nuove attività di contenuto deteriore. In seguito a ciò la datrice di lavoro aveva deciso di licenziare per giusta causa il dirigente.

La Cassazione ha quindi affermato il pieno diritto del manager di rifiutarsi di svolgere non tute le mansioni ma solo quelle dequalificanti.

I Giudici di Piazza Cavour hanno altresì stabilito che l'ingiusto trattamento riservato dall'azienda al suo dipendente aveva determinato l'insorgere di un danno all'immagine professionale derivante dalla dichiarata dequalificazione. Stabilendo altresì che l'offesa alla professionalità aveva determinato superamento della normale soglia minima di tollerabilità, non risolvendosi in meri disagi o fastidi.

 

L'insegnamento che si trae è che nell'attribuzione di mansioni diverse in occasione di ristrutturazioni aziendali, si deve valutare con attenzione ogni conseguenza che tali decisioni possono avere sulla vita dell'intera forza lavoro.

Le recenti misure per incremento della produttività

 

Il 23 Gennaio 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato un'importante disposizione diretta alla detassazione del salario di produttività per l'anno 2013 (pubblicata in Gazzetta ufficiale il 29 marzo sotto la rubrica “Modalità' di attuazione delle misure sperimentali per l'incremento della produttività del lavoro nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2013, ai sensi dell'articolo 1, comma 481, legge 24 dicembre 2012, n. 228”).

Il DPCM sblocca, in sostanza, 250 milioni di euro già stanziati dalla Legge di Stabilità 2013.

In sintesi, il provvedimento prevede la possibilità per le aziende di erogare, per i lavoratori con un reddito annuo lordo inferiore a 40.000 euro, un bonus annuale, nella misura massima di 2.500 euro lordi, quale corrispettivo per l'incremento della produttività aziendale, per gli straordinari e per altre voci comunque riferibili ad un miglioramento dei processi.

Il DPCM 2013 prevede che dette erogazioni siano assoggettate ad all'aliquota agevolata del 10%. Come previsto dalle precedenti disposizione in materia, si tratta di una sorta di “cedolare secca sulla produttività”.

Ma la nuova disciplina introduce anche novità di non poco conto.

Infatti, diversamente da quanto avvenuto in passato, non è più possibile l'erogazione “a pioggia” dei contributi in presenza di una semplice intesa sindacale, ma la norma richiede l'individuazione di parametri di incremento della “redditività”, dell' “efficienza” e dell' “innovazione” nei processi produttivi.

In particolare, detto bonus potrà essere erogato qualora i contratti integrativi aziendali prevedano almeno un intervento nelle aree di seguito specificate:

a) orari di lavoro: possono essere previsti modelli e schemi nella suddivisione dell'orario di lavoro diretti ad assicurare un efficiente utilizzo degli impianti produttivi al fine di raggiungere obiettivi prefissati di programmazione mensile;

b) ferie: è prevista la possibilità di distribuire le medesime secondo un criterio di flessibilità, permettendo anche la “non continuità” del godimento, con la sola esclusione delle due settimane previste per legge;

c) nuove tecnologie: si prevede la possibilità dell'introduzione di sistemi di organizzazione del lavoro compatibili con l'utilizzo di nuove tecnologie, ovvero con sistemi di miglior tutela dei diritti dei lavoratori;

d) mansioni: è permesso individuare modalità di svolgimento del lavoro per consentire la fungibilità delle mansioni e l'integrazione delle competenze.

 

Si tratta in larga misura dell'esplicitazione - attraverso un provvedimento normativo - di materia già oggetto dell'Accordo Interconfederale del novembre 2012 allorquando le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori e delle imprese (con eccezione della CGIL, che ha abbandonato il tavolo delle trattative) convennero nello stabilire alcuni parametri per l'utilizzo della tassazione agevolata, subordinando il beneficio a specifici indici di misurazione del miglioramento della produttività aziendale.

E' senz'altro un piccolo passo (anche tenuto conto delle modeste risorse messe a disposizione), ma che deve essere accolto con indubbia soddisfazione perché diretto ridurre gli effetti del male endemico di cui soffre notoriamente l'impresa italiana, afflitta da bassissimi tassi di produttività, come si evince dalle più recenti statistiche (http://www.linkiesta.it/produttivita).

9.4.2013




Side Ferradini