La riforma

La riforma del lavoro è oramai legge.
“Finalmente”, si potrebbe dire, considerato il travagliatissimo iter (non solo parlamentare) che l’ha accompagnata. E ciò, ovviamente, a prescindere dal giudizio di merito che su di essa ciascuno di noi si possa essere formato: si tratta di una “vera boiata” o dell’ennesimo attentato ai diritti dei lavoratori? Ai posteri l’ardua sentenza.
Comunque sia, proprio in questi giorni se ne cominciano ad intravedere i primissimi effetti, anche nelle aule di giustizia, dove sono già approdati i primi ricorsi aventi ad oggetto l’impugnazione di licenziamenti.
Una delle più significative novità della legge, infatti, è costituita dall’introduzione di una “corsia preferenziale” per i licenziamenti. Una sorta di procedura d’urgenza cui oggi si accede senza più bisogno di dover dimostrare che la richiesta di un processo più rapido sia giustificata da particolari  esigenze, i cosiddetti periculum in mora e fumus bonis juris: scogli talvolta insormontabili contro i quali storicamente si sono infranti molti sogni di giustizia.
Si tratta di un tentativo, certamente condivisibile, di porre rimedio non solo al problema appena evidenziato (difficoltà per il lavoratore di provare la situazione di “periculum”) ma anche, e crediamo soprattutto, all’annoso problema da più parti sollevato delle conseguenze pregiudizievoli sproporzionate che un’eventuale pronuncia di reintegra intervenuta a distanza di tempo dal licenziamento comportava per l’impresa. Tenuta, come si sa (in particolare sotto la vigenza della vecchia formulazione dell’art. 18) a corrispondere al lavoratore reintegrato la retribuzione che questi avrebbe maturato sin dal giorno del licenziamento.
E’ cosa certa che la riforma metterà a seria prova il sistema giudiziario, già notoriamente afflitto da croniche carenze di organico. Verificheremo a breve se i vari tribunali saranno strutturalmente in grado di far fronte alle urgenze.
Ma è altrettanto certo che il nuovo tipo di processo, caratterizzato come si è visto da straordinaria celerità ed immediatezza, renderà necessario ancor più di ieri il ricorso ad
avvocati specialisti del settore in grado di risolvere con altrettanta rapidità e competenza le questioni che inevitabilmente insorgeranno prima e durante il processo.

6.9.2012




Side Ferradini